Indicazioni geografiche
Il Burkina Faso, ex Alto Volta,
si trova nell'Africa Occidentale, ai margini del deserto del Sahara
del sud (detto Sahel). La capitale è Ouagadougou e la lingua ufficiale
è il francese. La moneta è il Franco CFA: 1 euro è pari a 655 franchi
CFA. Il Burkina Faso si estende per un'area di circa 274.122 kmq
ed è abitato da 11-14 milioni di persone (dati 2004). Non è bagnato
dal mare.
Il paese delle meraviglie più povero del mondo
Chi puo’ immaginare cosa vuol dire vivere a 40 gradi,
tutti i giorni, senza avere a disposizione frutta e verdura con cui
recuperare un po’ di forze?
Chi puo’ immaginare cosa vuol dire caricarsi dieci litri di acqua in testa tutte le mattine?
Forse
qualcuno puo’ capire cosa voglia dire non saper leggere e scrivere, ma
immaginatevi di non saper neanche parlare la lingua ufficiale del paese
e quindi essere tagliati fuori da radio, giornali, telegiornali e
biblioteche.
In Burkina Faso abbiamo avuto spesso l’occasione di parlare
con Olle’: quando gli ho chiesto come mai ci fossero tanti bambini
che non andavano a scuola, lui mi ha risposto come un vero africano:
pausa per pensare alla risposta e poi il classico "Bon…" (Bene, in
francese) che inizia tutte le frasi ben meditate.
"Quando un padre
(era sottinteso che ci stessimo riferendo a un agricoltore o allevatore
di un villaggio) ha 5-6 figli (la media nazionale e’ di 6-7), puo’
arrivare a mandarne a scuola 2, per gli altri non ha i soldi per la divisa, i libri di testo, i quaderni, le penne, le matite. Deve
scegliere chi mandare a scuola e chi no, non ha altre possibilita’".
Su 10 bambini ne vanno a scuola mediamente 4, due vanno alle superiori e solo uno all’universita’.
Spesso
le nostre conversazioni cominciavano e finivano cosi’, perche’ le sue
risposte mi affaticavano. Come quella volta che gli chiesi cosa
mangiassero i bambini. Mi disse che, "Bon", i bambini mangiano il to
(una polenta di miglio cotta senza sale), bagnata nell’acqua.
E basta.
E basta???
E basta.
Quante volte al giorno?
Una.
Nel
suo libro "Ebano", Ryszard Kapuscinski scrive che l’Africa, per come la
intendiamo noi, non esiste. "E’ un oceano, un pianeta a se’ stante, un
cosmo vario e ricchissimo… E’ solo per semplificare e per pura
comodita’ che lo chiamano Africa."
L’Africa dei villaggi e delle piccole citta’, e’ si’ un oceano, ma di paesaggi
ed ecosistemi che si stanno distruggendo, abitati perlopiu’ da persone
abbandonate, che stanno perdendo la loro energia e la loro dignita’.
Per
spiegare meglio il concetto di abbandono racconto un’altra delle mie
interviste brevissime a Olle’: gli chiesi perche’, invece di comprare
il cibo in giro, non ci facessimo preparare il mangiare (che davamo a
tutte le persone che venivano ad aiutarci nei lavori del progetto) da
un gruppo di donne che abitavano vicino al cantiere del Centro.
Mi rispose, sorridendo, che Bon, quelle donne appartengono a una etnia che non sa cucinare. Mangiano latte.
Sono mai stati organizzati corsi di cucina?
No.
La miseria piu’ grande di questi popoli, chiamati dai bianchi Quarto Mondo, sta nella mancanza di possibilita’.
Se
le scuole non sono gratuite, soprattutto i libri di testo e la
cancelleria, per milioni di bambini non c’e’ possibilita’ di studiare.
Se le medicine contro la malaria e le zanzariere non sono gratuite, anzi costano care, il 45% della popolazione si ammala.
Se
la cosiddetta cooperazione internazionale non organizza corsi di
cucina, educazione alimentare, assistenza alle neomamme, la
denutrizione e la mortalita’ infantile rimarranno sempre alte.
Sapete, paradossalmente, qual e’ il segno piu’ evidente della malnutrizione di un bambino? La pancia gonfia.
Mentre
in Europa la bioarchitettura riscopre e valorizza i sistemi di
costruzione degli africani, gli africani stanno abbandonando la terra e
sostituiscono il letame di mucca per coprire le loro capanne con la
lamiera di acciaio (che a 40 gradi non e’ per nulla salutare).
Mangiano
pochissimo, ma devono ricaricare il cellulare, comprare la televisione
e il motorino.
Ritroviamo
la nostra dignità
e la nostra identità

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