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Ai tremila
esseri umani che ogni ora perdono la vita, abbattuti da un'arma
formidabile chiamata fame. (Carlo Batà) |
| Centro
Ghélawé a.p.s.
Banca Popolare Etica c/c 000000114044 intestato a Associazione Centro Ghelawe cin:L abi:05018 cab:02400 IBAN: IT05 L050 1802 4000 0000 0114 044 Conto Corrente Postale 80637929 intestato a Centro Ghelawe |
IL
PROGETTO
Il progetto del Centro Ghélawé si ispira alla filosofia rivoluzionaria e alle idee di Thomas Sankara, ex presidente del Burkina Faso. |
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STRUTTURA DEL CENTRO Ghélawé Il centro
è composto da 3 zone principali: La zona della
formazione del personale è composta da una corte rettangolare
nel cui perimetro saranno dislocati gli alloggi degli studenti, le
aule per le lezioni, gli uffici e le stanze per gli ospiti.
Il reparto
della trasformazione e della conservazione è formato da: Il laboratorio di trasformazione sarà
una stanza di circa 150m2 divisa in 3 zone: 2. Centrifuga: 2 secchi in legno equidistanti tra loro posti su di una ruota azionata a trazione animale. Si userà per la centrifugazione dell'olio e per una sua parziale raffinazione. 3. Vasca di filtrazione: vasca in pietra con un tubo per la raccolta dell'olio. In questa vasca verrà versato su teli l'olio centrifugato per subire la seconda e definitiva raffinazione. Grazie al tubo in legno l'olio verrà poi versato negli otri per la sua conservazione. Il laboratorio di conservazione sarà una stanza di circa 45 m2 dotata di alcune cucine economiche alimentate a legna dove far cuocere le conserve ed un grande tavole per la preparazione dei prodotti. L'intero centro sarà costruito con materiali
locali quali terra, mattoni di argilla e legno. OBIETTIVI GENERALI del Centro
“L’aiuto deve aiutare a eliminare il bisogno di aiuto” Ovvero,
come recita un vecchio adagio cinese, se vuoi aiutare qualcuno non regalare
un pesce ma una canna da pesca. “La siccità è prima di tutto il fenomeno fisico della pioggia che non cade. Per il momento non possiamo fare nulla contro questa cosa. Se non piove, non è colpa nostra. Però dobbiamo almeno lavorare, studiare e riflettere per prevedere i periodi di siccità e prendere tutte le misure per rifornire sempre di cibo e di acqua la popolazione. Ciò significa costruire riserve di grano e silos, coltivare, conservare bene l’acqua, quando piove, in apposite dighe e utilizzarla oculatamente per irrigare, in attesa della siccità. (…..) Non possiamo aspettare la siccità a braccia incrociate”. (T. S.) Attraverso l’esperienza di alcuni componenti del Centre Guélawé nel campo delle piccole dighe da irrigazione e risaie, cercheremo di fare nostro anche questo sogno di Sankara, riuscire cioè, se non a prevedere la pioggia, almeno a conservare l’acqua piovana (che oggi viene perduta), in modo che possa essere utilizzata durante i periodi di siccità. Pensiamo inoltre alla possibilità di scavare nuovi pozzi per l’acqua che non costringano a lunghe e faticose camminate le donne burkinabe. Tutto ciò porterà benessere ai contadini. |